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    January 29

    NINNANANNA (Modena City Ramblers)

    Ninnananna
    (MCR)
     
    Camminavo vicino alle rive del fiume
    nella brezza fresca
    degli ultimi giorni d'inverno
    e nell'aria andava una vecchia canzone
    e la marea danzava correndo verso il mare.

    A volte i viaggiatori si fermano stanchi
    e riposano un poco
    in compagnia di qualche straniero.
    Chissà dove ti addormenterai stasera
    e chissà come ascolterai questa canzone.

    Forse ti stai cullando al suono di un treno,
    inseguendo il ragazzo gitano
    con lo zaino sotto il violino
    e se sei persa
    in qualche fredda terra straniera
    ti mando una ninnananna
    per sentirti più vicina.

    Un giorno, guidati da stelle sicure
    ci ritroveremo
    in qualche angolo di mondo lontano,
    nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati
    o sui sentieri dove corrono le fate.

    E prego qualche Dio dei viaggiatori
    che tu abbia due soldi in tasca
    da spendere stasera
    e qualcuno nel letto
    per scaldare via l'inverno
    e un angelo bianco
    seduto alla finestra.
    January 28

    LEGGENDA INDIANA della Luna Piena

    La leggenda della Luna Piena
     
    In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
    In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
    Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
    - Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
    - Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata. Sono disperato… aiutami! - rispose il lupo.
    La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi. E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
    - Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto - disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
    Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna. Poi sparì tra il folto della vegetazione.
    Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
    I lupi lo sanno… E ululano festosi alla luna piena.